Introduzione a "Quanto vale un canestro?"
Driin…Driiinnn….
“Pronto”
“Ciao Giovanni, sono Davide, volevo chiederti un favore: vorrei scrivere un libro.”
“Te?”
“Sì io.”
“Dopo ti chiederò se sei diventato pazzo, ma prima vorrei sapere cosa c’entro io?!”
“Bè, a me non riesce molto bene scrivere”
“Ah si parte bene. Dai Davide non farmi ridere e dimmi cosa vuoi davvero?”
“Vorrei scrivere un libro…!”
Era la fine di agosto e più o meno la telefonata che ricevetti iniziò in questo modo, col mio volto che stentava a crederci. Ero fuori casa e mi ricordo in mezzo alla strada a ridere come un matto. Pensavo fosse uno scherzo, una delle mille pazze idee che vengono in mente a Davide…Il problema è che dopo 15 anni che lo conosco, se ripete per due volte la stessa cosa, poi com’è come non è, riesce a portarla a termine. Così dopo qualche minuto smisi di ridere…
La sera stessa mi precipitai a casa sua perché volevo vedere coi miei occhi il suo volto, capire se era serio o meno. Era serio!
“Ma cosa vuole scrivere una persona come lui?!”- pensai - “Non ci penso nemmeno a esaltare i suoi risultati o perder tempo a pubblicizzare qualcosa.”
Non avevo ancora capito nulla e forse neanche oggi sono cosciente di quello che ho ottenuto buttando giù queste poche righe, ma di alcune poche cose sono sicuro: non dimenticherò mai l’emozioni provate a parlare con Davide dei contenuti di questo libro. Una nullità che giorno dopo giorno per noi diventava un tesoro. Scrivevamo la nostra vita, con i fatti accaduti e con i sentimenti che provavamo. Ci siamo esaltati sulle motivazioni che ci spingono a lavorare al massimo ogni giorno per questa realtà e ci siamo rattristati sulle mille difficoltà che s’incontrano.
Le notti fino all’alba a ricordare, appuntarsi eventi, aneddoti, sensazioni che ripropongono brividi dopo anni di distanza. Sognare il futuro, sperare che alcuni valori non svaniscano da questo mondo.
Parola dopo parola abbiamo capito che stavamo mostrando noi stessi…macchè pubblicità o egocentrismo, era qualcosa di molto più grande che, se nessuno avesse avuto la curiosità di condividerlo con noi, sarebbe stato ugualmente fantastico.
Era la sua vita, ma era anche la mia in un certo senso.
Così nasce questo libro. Estate 2007, un anno di lievitazione, fino a questa estate 2008.
Non ringrazierò mai troppo la persona che mi ha consentito di mettermi a scrivere, perché sono state le ore più belle che abbia mai passato davanti ad un foglio di carta, con dietro la mia vita a fare da cornice.
Grazie a tutti!







